martedì, 02 gennaio 2007 // 17:56

a breve.

http://sheishere.splinder.com

e ritornerò a respirare.


Irmetta
ha violato il suo silenzio.

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giovedì, 21 dicembre 2006 // 10:52

In allestimento due nuovi blog.

ci rivedremo (?).


Irmetta
ha violato il suo silenzio.

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domenica, 15 ottobre 2006 // 10:32

 

'Io sono quella bambola di porcellana con l'occhio di vetro scheggiato, imperfetta. Io, non sono destinata ad essere comandata da una bimbetta capricciosa e viziata chiamata Vita. Io, sebben maldestramente,  i miei fili li manovro da sola. E' questo, il mio peggior problema?'

E' con un finale tronco, con l'enigma della mattinata, che voglio ritornare.

Per poi lasciarvi di nuovo.

Porcelain - Red Hot Chili Peppers


Irmetta
ha violato il suo silenzio.

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lunedì, 24 luglio 2006 // 15:28

Silenzio stampa appena interrotto.

 

 

Caro diario,

non è Federica, a parlarti. O meglio, non esattamente. Fede è troppo occupata a sbattere la testa all’armadio. Ha chiesto  a me, sua gemella evanescente cattiva, di intrattenerti durante la sua dose quotidiana di depressione.

 

AHAHAHAH.

 

Non mi sono mai creduta una persona così avida del giudizio altrui. Ebbene, mi sono sbagliata. Questa è la quarta volta che rigurgito rabbia, per poi disintegrarla con un semplice clic. Mi riscopro vittima dei miei aborti meditativi, e da tale imploro patteggiamenti con la mia stessa vita. Mi sarò forse lasciata divorare dalle mie convinzioni, abusando delle illusioni che l’apatia mi porgeva sulla sua mano? Buffo, non hanno ancora dato una pena a questo tipo di abuso. Ho bisogno di voi, delle vostre critiche, del vostro disappunto e delle vostre risate.

Devo umiliarmi fino all’ultimo.

Un rivoltante senso di rancore cerca di spingermi a parlare. Ma io sono forte, oh sì. Sono cosciente di risultare generica persino con me stessa. Ma infondo, non ho mai preteso niente da nessuno, perché urlarvi contro che sono arrabbiata, delusa e amareggiata?

OPS, appena fatto.

So che questo è il post più deludente di tutta la mia carriera, ma non me ne fotte un cazzo.Sì, so anche essere volgare. Ho bisogno di autodefinirmi consapevole di aver rovinato la mia vita, perché dovrei badare a simili piccolezze? Mille parole di senso incompiuto contro le peggiosituazioni non bastano.

Il caldo mi da alla testa.

Io, mi do alla testa.

Mi chiedo se sia giusto lasciarmi marcire giorno dopo giorno su questa sedia, complice del mio stesso disastroso destino. Non sto nemmeno comoda! (AHAH).

Sono infetta dalla sindrome della perenne mestruata, psicologicamente incurabile. L'unico effetto placebo possibile sarebbe abbandonarmi alle mie convinzioni, senza addossarmi poi i suoi possibili effetti collaterali.

Credevo che la Paroxetina agisse meglio della Mirtazapina.

Farei meglio ad affidarmi a riti voo doo, danze della pioggia e maledizioni varie.

E' più originale/utile del continuo lamentarsi senza far niente.

With no-love.

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Irmetta
ha violato il suo silenzio.

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martedì, 16 maggio 2006 // 19:26

La ragione umana chiede spiegazioni che il mondo stesso non sa dare.

Un raccapricciante senso di noia mi blocca le dita, eppure ha sempre la meglio il masochismo, che mi impone di raccontarvi della mia interessantissima vita. Questo è un altro frutto dei miei scartifilosoficiposttestatacontroilmuro ( indubbiamente ironico, ho anche un cangiante ed enorme bernoccolo sul lato sinistro della fronte ), che non mi vedono affatto protagonista. Esatto, sto ai margini di quella cosa che i cavernicoli modernizzati chiamati 'uomini' definiscono vita. Il mio è solo rancore diluito di profonda rabbia. Cerco di non sottovalutare mai la potenza dell'immaturità umana, perchè qualcuno mi ha detto che è quella la prima causa di distruzione. Poi, mi ricordo che io non ascolto mai i giudizi altrui, e giro per le strade alzando la gonna per il primo passante che mi guarda, tentando uno stupro fisico. Sono stufa di subire solo quello mentale. Rido ad alta voce di quello che penso e scrivo, perchè sto solo cercando di impaurirmi. La mirtazapina non ha fatto il suo effetto. Ho nascosto la mia antica sofferenza in un pensiero etichettato 'da dimenticare'. Eppure, non l'ho ancora fatto. La notte un rantolo leggero disturba i miei comuni incubi. Da bambina credevo fosse il mostro che alloggiava nel mio armadio. Ora so perfettamente che è la mia anima. Abuso, abuso e abuso. Ma di cosa, poi? Di CHI? Sempre le stesse sensazioni, gli stessi ideali, le stesse manie. Ho smesso di guardarmi alle spalle. Tanto, accoltellarmi davanti è pure più facile. Vi avevo promesso di riaggiornare, ma questo non mi sembra un pensiero degno di essere considerato di senso compiuto. Infondo, sono un ologramma proiettato sullo scenario di tutti voi diversamente abili. E scusate se non vi sputo addosso, ma non ho abbastanza catarro in gola. E adesso, credo che si possa chiudere il sipario. Niente applausi, brutti stronzi.


Irmetta
ha violato il suo silenzio.

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lunedì, 24 aprile 2006 // 09:22

Il testo seguente è frutto di uno sfogo della sottoscritta, che non si addossa nessuna responsabilità sui possibili effetti-post-lettura.

I miei primi aborti filosofici in una nuovo cassetto. Ho cambiato rifugio, ma io sono sempre la stessa. Non hanno smesso di spruzzarmi odio e rancore in vena, non smetteranno di farlo fino a quando sarò capace di non gemere di piacere. Lo so, il manicomio sarebbe la soluzione più logica, ma il cibo che cucinano non mi è mai piaciuto. Sono cinica, so anche questo. Continuo a prendermi in giro da sola, mentre affogo una per una, le mie bambole nella vasca. Leggo favole a metà perchè non ho mai sopportato i finali felici. Quelli, nel mio mondo, non esistono. Non riesco a gestire i miei pensieri, ogni singolo sentimento si aggroviglia ai sensi di colpa e di immaturità, lacerandomi così i tessuti dell'anima. Abuso quotidianamente della vita, senza assaporare tuttavia l'effimero piacere che mi potrebbe provocare l'essere felice. Seguo il mio percorso a piedi nudi, incurante dei vetri che penetrano la mia carne, perchè l'unica cosa che sta andando veramente in cancrena è la mia anima. Ne sento già l'odore sgradevole. Quando scrivo di me sono pessimista, negativa, psicopatica, schizofrenica e malefica, perchè amo il sottile piacere di farmi male sebbene le ragioni per farlo siano poche. Oddio, non dovevo ricominciare a scrivere, infondo volevo presentarmi da allegra giovincella che sparge fiori per la stada, ma naturalmente sono la prima a buttare i miei sani princìpi nel cesso, tirando diligentemente la catenella. Ho soffocato le mie nuove lacrime abbracciando il medesimo peluche vecchio e sporco, assaporando l'amaro gusto di ognuna. L'ho fatto guardandomi distrattamente allo specchio, mentre un sacripante senso di vergogna prendeva dimora tra le mie braccia. Giro per casa da sola, silenziosamente, alla ricerca di cose da evitare di fare, scrutando poi i cinque piani del mio palazzo che prima o poi crollerà 'per difetti di progettazione' constatati troppo tardi. C'è il sole, gli uccelli cinguettano e le caprette mi fanno ciao, eppure io le gote rosse le ho solo a causa dell'eccessivo pianto. Perchè ho rigurgitato fuori tutti questi pensieri suicidi? Infondo, non credo a nessuno di essi. Comunque sia, mi sono già seccata di scrivere. Benvenuti nel mio mondo.


Irmetta
ha violato il suo silenzio.

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